La situazione culturale e sociale della città

L’Aquila, a distanza di quasi quattro anni dal devastante terremoto del 6 aprile 2009, è una città ancora in silenzio, che aspetta con preoccupazione crescente la sua ricostruzione. I luoghi della vita e della cultura sono tutt’ora puntellati e ingabbiati nel suo ampio centro storico, divenuto il buco nero che ormai tutti in Italia conoscono. Le attività culturali continuano, pur tra le enormi difficoltà dettate dalla non favorevole situazione generale e da quella particolarmente dura che vive il nostro territorio, a produrre e proporre contenuti e ricerca in tutti i linguaggi artistici.

Nell’assenza di bellezza a cui la popolazione era abituata, ma che ha già iniziato a scolorire nei ricordi di ognuno, emerge comunque e ancor di più il desiderio di ritrovare la propria identità frantumata.

L’idea

Tutto continua inesorabilmente a ruotare, nel territorio, intorno alla dicotomia “presenza-assenza”.

Proprio questa antitesi, perciò, costituisce il filo conduttore della manifestazione, che ha visto la sua prima edizione l’anno scorso.

Nella presente edizione, la suddetta dicotomia ci ha stimolati a voler dedicare la giornata ad uno dei massimi esponenti della poesia contemporanea italiana, Edoardo Sanguineti, scomparso nel 2010. Sanguineti è stato un intellettuale di enorme levatura, sempre presente nel dibattito politico-civile e culturale italiano, fino ai suoi ultimi giorni, con una lettura della realtà ad occhi aperti, interpretata però sul filo tenace dell’utopia.

Legato alla nostra città da una frequentazione intellettuale e umana non occasionale, ha partecipato alla III edizione di Poetronics nel 1997 (manifestazione di poesia elettronica, ormai alla sua XVI edizione) ed è stato presente, in qualità di ospite d’onore, alla II edizione, nel 2003, del Premio Letterario Nazionale “Città dell’Aquila” intitolato a Laudomia Bonanni.

L’iniziativa

Partendo, quindi, sempre dalla mancanza degli spazi, dalla difficoltà di reperire finanziamenti, dall’impossibilità di comunicare con un pubblico ora disperso nei “progetti C.A.S.E.” e nei paesi limitrofi; in una parola, dalle troppe “assenze”, persistiamo nella determinazione di mettere in luce la città attraverso la poesia.

L’evento

In occasione della pubblicazione di Ballate, una raccolta antologica di Edoardo Sanguineti che uscirà per le edizioni Tracce di Pescara proprio a marzo 2013 e dedicata alla città dell’Aquila, abbiamo deciso di incentrare l’intera giornata alla poesia di questo nostro grande autore.

Di nuovo L’Aquila verrà inondata di versi, di parole, di suoni e di immagini, per evocare la “presenza” della voce poetica pur nell’”assenza” della voce fisica del poeta, facendola circolare tra le macerie, le strade, le scuole, l’università, gli uffici, le case.

Oltre alle associazioni culturali, come avvenuto con riscontro e successo l’anno scorso, coinvolgeremo direttamente la cittadinanza, perché si faccia testimone e portavoce della poesia.

Con l’obiettivo di realizzare, pertanto, le finalità del progetto esposto abbiamo ideato le seguenti iniziative:

  • presentazione della silloge Ballate di E. Sanguineti, con intervento critico e letture di alcuni testi;

  • creazione su un muro pubblico della città di un graffito permanente con un micro-testo dello stesso Sanguineti, eseguito da giovani writers dell’Aquila;

  • realizzazione di un grande striscione, sempre con testo poetico del sopra citato autore, in un luogo di massima visibilità;

  • affissione di striscioni, sul corso della città, con testi poetici di autori e autrici italiani, compreso Edoardo Sanguineti;

  • proposta alle scuole superiori di letture e studi sull’opera creativa e critico-letteraria di Sanguineti;

  • richiesta alle cittadine ed ai cittadini di esporre testi poetici liberamente scelti all’esterno dei propri luoghi di lavoro e di vita tramite i più differenti supporti visivi.

Quest’anno, dunque, non soltanto la poesia andrà verso gli altri (come ideato e realizzato nel 2012), ma saranno le persone ad andare verso di essa.

Poesia ancora sul “palcoscenico” della città martoriata, come segno di rinascita e ricomposizione collettiva;

poesia che esce dal rifugio della pagina per attraversare, coraggiosa, un territorio devastato ed incontrare una popolazione orgogliosa del suo ricco passato culturale, ma che progetta anche il proprio futuro;

poesia che si vede, che si vive, che comunica per strade metaforiche, immaginative, sensoriali, iconiche, sonore, performative;

poesia pervasiva che, per un giorno, salirà alla ribalta attraverso una pratica comunicativa totalizzante;

poesia libera che libera poesia, in una incessante ricerca delle tante verità che compongono e scompongono la vicenda umana;

poesia impegnata, come quella di Edoardo Sanguineti, sempre presente nel solco della creatività italiana e dotata di passione civile.

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